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Allucinazione AI

Ultimo aggiornamento:

Che cos’è un’allucinazione dell’AI

Il termine indica un output non supportato né dai dati forniti al modello né dalla realtà: una data sbagliata, una funzione che non esiste, una citazione mai detta, un link che non porta da nessuna parte. A rendere rischiose le allucinazioni è il tono. Il modello scrive una risposta sbagliata con la stessa sicurezza e scorrevolezza di una corretta.

Perché i modelli linguistici hanno allucinazioni

Di solito agiscono più cause insieme:

  • Previsione del token successivo: un modello è addestrato a produrre testo plausibile, non a verificare i fatti. Quando mancano informazioni, spesso ne esce un’ipotesi verosimile.
  • Lacune nei dati di addestramento: il modello potrebbe non conoscere affatto la tua attività o aver imparato informazioni superate.
  • Recupero mancato: in un chatbot, se la ricerca non trova il passaggio giusto, il modello può colmare il vuoto con conoscenze generiche.
  • Domande tendenziose: una domanda che dà per scontato qualcosa di falso, come uno sconto inesistente, può trascinare il modello.

Esempio

Un visitatore chiede al chatbot di un hotel: «La colazione è inclusa nel pacchetto weekend?». La base di conoscenza descrive il pacchetto ma non parla di colazione. Un chatbot configurato male risponde «Sì, è incluso il buffet della colazione», perché molti pacchetti weekend la includono. Un chatbot con grounding risponde che la descrizione del pacchetto non menziona la colazione e suggerisce di chiedere direttamente all’hotel.

Perché le allucinazioni contano per i chatbot aziendali

Sul sito di un’azienda, un prezzo, un termine di reso o un orario inventati non sono una svista innocua. I clienti ci fanno affidamento. In un caso del 2024, un tribunale canadese ha ritenuto Air Canada responsabile delle informazioni tariffarie errate fornite a un cliente dal chatbot del suo sito. Le allucinazioni non si possono eliminare del tutto, ma si possono ridurre:

  • Rispondere dai contenuti aziendali recuperati invece che dalla memoria del modello.
  • Istruire il modello a dire quando le fonti non contengono la risposta.
  • Tenere aggiornate le fonti e rimuovere pagine contraddittorie o superate.
  • Aggiungere coppie di domande e risposte per i casi in cui conta la formulazione esatta.
  • Fare test con domande a cui i contenuti non rispondono e rivedere le conversazioni dopo il lancio.

Come intoCHAT riduce le allucinazioni

Per ogni messaggio, intoCHAT recupera con la ricerca ibrida gli estratti pertinenti dei tuoi contenuti e li passa al modello insieme a regole integrate. I fatti aziendali come prezzi, condizioni e contatti devono provenire dalla tua configurazione, dalle tue fonti o dal risultato riuscito di un’azione. Quando le prove mancano o sono in conflitto, l’agente dice cosa non può confermare invece di tirare a indovinare. Le risposte Q&A hanno la precedenza sulle altre fonti, puoi testare l’agente nel playground e leggere ogni conversazione nei log delle chat.

Domande frequenti

Cosa causa le allucinazioni dell’AI?

I modelli linguistici sono addestrati a produrre testo probabile, non a verificare i fatti. Quando le informazioni necessarie mancano, sono superate o non vengono recuperate, possono generare una risposta plausibile ma sbagliata. Domande ambigue e fonti contraddittorie rendono il problema più probabile.

Le allucinazioni si possono eliminare del tutto?

Nessun metodo attuale le elimina del tutto. Il grounding nei contenuti recuperati, regole che impongono di ammettere l’incertezza, fonti accurate e test le riducono. Per gli argomenti delicati è comunque bene che una persona controlli le risposte importanti.

Come verifico se il mio chatbot ha allucinazioni?

Fagli domande a cui i tuoi contenuti rispondono, domande a cui non rispondono e domande basate su presupposti falsi. Confronta ogni risposta con le fonti e verifica se ammette quando mancano informazioni. Dopo il lancio, rivedi regolarmente le conversazioni reali.

Chi è responsabile se un chatbot dà informazioni sbagliate?

I clienti in genere considerano il chatbot di un sito come la voce dell’azienda. In un caso del 2024, un tribunale canadese ha ritenuto Air Canada responsabile delle informazioni tariffarie errate date dal chatbot del suo sito. Tratta le risposte del chatbot come qualsiasi altra comunicazione ai clienti e mantieni accurate le fonti.

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